GLUCK – La bottiglia della sera

GLUCK – La bottiglia della sera

Figlio di Ennenne, figlio di uve Nerello Mascalese e Nocera: questo vino mi ha subito rapito per l’etichetta, e fatto pensare invece al Figlio di Nessuno, cioè ai vini di Nessuno, ovvero a quei vini che sono buonissimi anche se non sono figli di nessuna progenia, cresciuti da soli, senza l’aiuto di nessun blasone altisonante, cognome o nome.

Le Casematte, il nome dell’azienda messinese che col suo essere incontrollabile e curvilineo magari mi ha fatto pensare più al Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie che alle torrette di controllo, costruite per altro uso.

Il naso è cupo e possente, salmastro, ma in bocca diventa leggero, elegante e si eleva tra note accese di polpa prugnosa e (finalmente) le famose note ematiche, regalando un sorso che rimarrà impresso nel cuore più che nella mente sicuramente per molto tempo.

Abbinato a petto di pollo al forno impanato e olive verdi sparisce il liquido dentro la bottiglia come per un magico gioco di carte. Viva i Figli di Nessuno e naturalmente i Vini di Nessuno. Salute!

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.

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